Monthly Review - settembre 2026
In breve
I mercati

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Fonte dati: Bloomberg 30.09.2026, rendimenti in valuta locale
In primo piano

I mercati obbligazionari restano nervosi
I mercati dei titoli di Stato sono rimasti sotto pressione. Il rendimento del Treasury statunitense decennale di riferimento è tornato sopra il 5%, mentre i prezzi sono scesi. I rendimenti obbligazionari si muovono in direzione opposta rispetto ai prezzi delle obbligazioni. Tra le preoccupazioni dei mercati obbligazionari figurano il rapido aumento dei disavanzi pubblici e l’enorme fabbisogno di finanziamento per gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il prezzo del petrolio è risalito oltre i 100 dollari statunitensi al barile, alimentando ulteriormente le aspettative d’inflazione e inducendo i mercati ad anticipare una nuova serie di rialzi dei tassi. I mercati azionari sono rimasti comunque sostenuti dalle attese di una forte crescita degli utili, mentre l’indice Nasdaq ha raggiunto un massimo storico.

Tassi in aumento
I rialzi dei tassi decisi dalla Federal Reserve statunitense, dalla Banca centrale europea e dalla Banca del Giappone hanno dato vita a un’ondata sincronizzata di inasprimento monetario. Le misure sono state adottate in risposta alle pressioni globali sui prezzi, che stanno spingendo l’inflazione al di sopra degli obiettivi. Mentre i vincoli dal lato dell’offerta fanno salire i prezzi delle materie prime, la domanda resta robusta. Nell’economia statunitense, ad esempio, gli indicatori economici hanno registrato la più forte crescita dell’attività degli ultimi cinque anni. Il presidente della Fed ha ribadito il proprio impegno a favore della stabilità dei prezzi, mentre il prezzo del diesel negli Stati Uniti ha superato per la prima volta i 6 dollari statunitensi al gallone. I mercati dei future sui tassi della Fed attribuivano una probabilità di quasi il 70% a un ulteriore rialzo dei tassi in ottobre.

Messaggi contrastanti sull’IA
I leader statunitensi dell’IA si sono uniti alle numerose voci che mettono in guardia dai potenziali pericoli legati al ritmo di sviluppo di questa nuova tecnologia. I titoli globali collegati all’IA hanno perso terreno a causa dei rischi evidenziati, dopo che gli agenti di IA sono apparsi sempre più autonomi. Jensen Huang, amministratore delegato del produttore di chip per l’IA Nvidia, ha accusato i vertici tecnologici di diffondere allarmismo, mentre l’amministrazione statunitense ha spinto i propri campioni nazionali a mantenere il vantaggio sui concorrenti cinesi. Nel frattempo, il vertice di Huawei Technologies ha invitato i laboratori cinesi di IA ad accelerare lo sviluppo, e la corsa all’IA è proseguita senza sosta.

La domanda energetica dell’IA stimola la ricerca nucleare
Sebbene le preoccupazioni economiche e ambientali abbiano rallentato lo sviluppo dell’energia nucleare a livello globale, la Cina si sta ora posizionando all’avanguardia del settore. Il forte aumento della domanda di energia da parte dei centri dati per l’IA, caratterizzati da consumi elevati, sta accelerando questa tendenza. Più della metà delle centrali nucleari attualmente in costruzione nel mondo si trova infatti in Cina. Pechino sta inoltre investendo ingenti risorse nei piccoli reattori modulari e nella ricerca sulla fusione nucleare, considerata il Santo Graal della produzione energetica. Al di là del boom dell’IA, l’energia nucleare sostiene le ambizioni della Cina in materia di sicurezza energetica, leadership tecnologica e produzione orientata all’esportazione, oltre a essere in linea con gli obiettivi di neutralità carbonica.
Sotto osservazione

Le riunioni annuali della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale si terranno in un contesto macroeconomico difficile. Le tensioni geopolitiche, le pressioni al rialzo sull’inflazione e il rischio di una crisi del debito sovrano domineranno probabilmente l’agenda.
Dopo che l’Unione europea ha invitato il Canada a diventare il primo membro associato del blocco, il vertice UE-Canada, in programma a Montréal alla fine di ottobre, metterà in luce le possibilità di approfondire i legami economici, rischiando di irritare ulteriormente la Casa Bianca.
Dopo la recente escalation delle ostilità, il presidente ucraino sembra pronto a partecipare a colloqui trilaterali. Tutti gli occhi saranno puntati sugli Emirati Arabi Uniti, dove Russia, Ucraina e Stati Uniti avvieranno discussioni sulla ricerca di una soluzione per porre fine al conflitto.